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Libere amenità tratte dalle mie giornate…

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Adrenaline rush!

22 April, 2005 (14:44) | Virtual racing | By: Fabrizio

Sono un simmer, neologismo anglofono che dà un sostantivo a tutti coloro che usano dei simulatori su un personal computer. Nel mio caso simulatori automobolistici.
Essere un simmer è un po’ una filosofia di vita: si cerca il massimo realismo, pur sapendo che la realtà non sarà mai raggiunta, anche quando sarebbe più comodo non farlo, perchè l’intento è quello di ricreare lo stesso stato d’animo che si potrebbe provare nell’esperienza reale che si sta cercando di simulare.

Con un simulatore di vetture da corsa mi piace ricreare l’atmosfera di una gara: da qualche anno posso farlo condividendo l’esperienza con altri esseri umani, invece che contro l’intelligenza (o stupidità ?) artificiale del software stesso. Grazie a internet e a connessioni sempre più stabili e performanti è possibile sfidarsi in tempo reale.

Questa notte ho disputato una gara, nemmeno tanto affollata: eravamo una quindicina. Ma l’emozione era cmq là, come sempre quando si tratta di eventi ufficiali (campionati, leghe, challenge, coppe e manifestazioni varie!).


Parto in pole-position, contro il mio stesso pronostico: ma si sa, sul giro secco è sempre difficile stabilire come sarà la griglia finale. Già la qualifica infatti è una bella sfida, perchè sai di non poter sbagliare: non c’è una seconda possibilità e partire più avanti è sicuramente vantaggioso.

Al verde del direttore di gara spingo a tavoletta e tempo qualche giro ho accumulato un discreto vantaggio che andrà aumentando nel tempo. La gara proseguo, incredibilmente, senza gialle: è strano, perchè di solito già dopo pochi giri normalmente compaiono, con la pace-car che fa il suo ingresso in pista e neutralizza la gara. Questa volta, invece tutto procede liscio, giro dopo giro.

Gomme e benzina si stanno ovviamente consumando: decido di aspettare il più possibile, potrebbe sempre uscire una gialla. Dietro di me qualcuno si ferma a rifornire e a cambiare le gomme, che ormai fanno sentire la loro usura: i tempi sul giro si alzano sensibilmente e con le coperture fresche chi mi segue potrebbe guadagnare qualcosa su di me. Decido di persistere comunque, perchè il distacco sembra mantenersi.

Quando mi fermo ho le gomme sfatte: l’ultimo giro prima di fermarmi il decadimento è stato repentino e mi ha fatto perdere più di qualche secondo. Infatti esco dai box che sono terzo, ma il duo in testa non è distante. In un paio di giri sono secondo. Mancano 8 giri alla fine e il primo non è distantissimo: spingo un po’ (le mie gomme sono più fresche delle sue, anche se non di molto) e lo raggiungo. Mancano 6 giri. Nei due giri successivi andiamo un po’ ad elastico ma alla fine trovo la concentrazione giusta per stargli negli scarichi. Vedo che continua a impostare una curva entrando male ed uscendo peggio, proprio prima del tratto veloce che poi conduce al rettilineo: qui avrei la possibilità di superarlo ben prima della staccata, se riuscissi a uscire dall’ultima curva più veloce di lui. Altri posti dove rischiare un sorpasso non ce ne sono, a parte la staccata in fondo al rettilineo stesso: ma a pochi giri dalla fine non ti va di rischiare e mandare in fumo una, tutto sommato, ottima gara.

Il cuore pompa a mille, ultimo giro: bisogna essere perfetti, non sono ammesse minchiate, se voglio avere qualche possibilità di vincere. Alla solita curva gli sono sotto in uscita: la potenza di queste auto non ti consente di riparare ad una pessima uscita con la potenza, perchè non ce n’è. Bisogna essere puliti il più possibile in ingresso in modo da poter pestare presto sull’acceleratore. Cosa che il mio avversario non fa.

Penultima curva: resto dietro prudente, anzi lascio qualche metro, in modo da poter aprire completamente in uscita, sulla discesa che preparare l’ingresso dell’ultima curva, da fare in pieno, per poi ritrovarsi sul lungo rettilineo. La linea del traguardo è in fondo e una buona velocità d’uscita può voler dire riuscire a passarlo, magari con l’aiuto della scia.

Invece mi semplifica la vita: all’ultima curva stringe troppo e mette due ruote sulla sabbia, sollevando un polverone. Tengo giù, anche se vedo veramente poco oltre il parabrezza. Esce lentissimo, lo affianco e lo passo agevolmente: sul traguardo sarò in vantaggio di due decimi (!!).

Vittoria! Vittoria! Vittoria! Non urlo, perchè è tardi (l’una di notte), ma stringo il pugno e lo agito come avessi vinto una finale: l’adrenalina si scarica del tutto ed è una bella botta di vita (altro che droghe…).

Giro d’onore e saluto al pubblico virtuale: in chat tutti a complimentarsi l’uno con l’altro, anche per il fatto che non fosse uscita una sola gialla in un’ora di gara. Ringrazio chi si complimenta con il vincitore e mi complimento a mia volta con l’avversario degli ultimi giri: senza un suo errore sarebbe stato arduo passarlo, devo ammetterlo.

Gran gara veramente: pole, vittoria e giro più veloce, quello che si dice un “grand chelem”.
Che sport ragazzi! Quando i risultati arrivano, poche cose sanno essere altrettanto eccitanti, garantito…

Comments

Comment from bruno
Time 1 June 2005 at 2:24

Sei un Grande! ;) *KISS*

Comment from Fabrizio
Time 12 June 2005 at 13:45

Thanks DyV! Are you reading it in italian? Where are you from? :)
And how did you heard about it?? Sorry for so many question, I’m just curious! :)

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