Taxation
Apprendevo giovedì sera scorso da Anno Zero che l’84% delle imposte sul reddito ricavate dallo Stato è frutto dei versamenti dei lavoratori dipendenti.
Questo la dice lunga sul presunto grado di civiltà della nostra società (quella italiana, intendo): nessuno nega che l’imposizione fiscale sia troppo elevata, almeno se confrantata con i servizi che ci vengono restituiti. Per non parlare di balzelli particolarmente odiosi ed incomprensibili (ce ne sono a bizzeffe, sono d’accordo).
Ma di sicuro c’è chi il cosidetto sciopero fiscale indetto da Lega Nord lo fa da un bel pezzo, accumulando risparmi e capitali illeciti, che contribuiscono a produrre a loro volta altro reddito (magari qualche affitto in nero, perchè no), altrettanto illecito, anche se legalmente ineccepibile, per carità: gli interessi sui BOT non si negano a nessuno, per quanto scarsi, bisogna vedere come hai fatto a comprarteli quei BOT.
Quest’anno pagheremo 70 miliardi di euro di interessi sul debito pubblico e, come ogni anno, dovremo rinunciare a qualcosa come 200 miliardi di tasse evase (faccio fatica a crederci pure io, ma è una cifra che ho letto più volte, se qualcuno volesse correggermi, ben volentieri…). E vogliono farci credere che 7 miliardi di gettito non previsto in più sono frutto della lotta all’evasione: sarà, ma è un frutto ben povero, mi pare.
Ora, è chiaro che anche i lavoratori dipendenti (e qualche pensionato) contribuiscono a questo infame fenomeno: il doppio lavoro è quasi sempre (o sempre?) in nero. Non ricordo se sia vietato per legge, credo di no, ma nel caso sarebbe una legge da abolire (potrò ben lavorare quanto mi pare, stando dentro al limite orario settimanale imposto?). Ad ogni modo, non penseremo mica che ad un qualunque lavoratore in nero non farebbe piacere essere regolarizzato, no?
Ma tutti gli altri? Eh, ma se mi mettessi a pagare tutte quelle tasse dovrei chiudere domani e lasciare a casa tutti i dipendenti! Balle. Le imposte sul reddito vengono applicate, appunto, sul reddito, non certo sul fatturato. Reddito = Entrate – Uscite. Quindi, se non riesci a pagare le tasse perchè non hai soldi, vuol dire che non hai reddito e che puoi chiudere comunque, perchè non è redditizio per te rimanere sul mercato. Stop, non ci sono altre storie.
Soprattutto nel campo dei servizi, dove quasi sempre non si compete certo a livello internazionale (un idraulico, un dentista, un avvocato non devono certo confrontarsi col mercato globale…).
La soluzione però non è quella dei controlli a tappeto, per quanto sarebbe ora di vedere un po’ più di Guardia di Finanza in giro: la cosa più razionale da fare è mettere in contrasto gli interessi delle persone. Se si potesse scaricare almeno una parte delle spese dal reddito, vedresti che corsa a chiedere scontrini e ricevute!
Non approfondisco le ragioni per cui ciò non viene messo in pratica, credo lo intuiate tutti da soli: chiudo qua perchè sennò mi viene il fegato amaro…
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